ECCO LA LISTA "DEMOCRATICI PER CASALE"
Confermata la rottura nel PD - L'ala centrosinistra casalese correrà da sola candidando Maria Merlo
(da "La Vita Casalese" di giovedì 23 aprile 2009)

CASALE – È toccato ad una lista civica proporre, per la prima volta nella storia della nostra città, una figura femminile per la carica di Sindaco. Democratici per Casale è il nome che è stato assunto dal gruppo di assessori, consiglieri comunali, presidenti di Circoscrizione e loro amici e simpatizzanti, provenienti in gran parte dalla Margherita, confluiti nell’autunno scorso nel Partito democratico e recentemente dissociatisi da esso, o meglio dal suo gruppo dirigente casalese per insanabili divergenze sulla scelta del candidato sindaco. Maria Merlo, Presidente del Consiglio comunale, è la candidata.
La notizia è stata data giovedì scorso durante un’assemblea convocata per spiegare le ragioni della rottura col Pd e la conseguente scelta di concorrere alle prossime elezioni comunali con una lista autonoma ed un, anzi, una candidata a Sindaco.
Non si tratta dell’iniziativa estemporanea, di una lista civica che compare dal nulla. Il gruppo dirigente comprende persone che hanno alle spalle una lunga militanza politica avendo ricoperto cariche amministrative di responsabilità: un sindaco di Casale per oltre 20 anni, assessori comunali, consiglieri provinciali, incarichi in Enti pubblici. Nella tornata amministrativa che volge al termine erano rappresentati con 6 consiglieri comunali e tre assessori. Nel Pd esprimevano il vice coordinatore sia a Casale, che in Provincia, oltre ad una folta rappresentanza nel Consiglio.
Ha introdotto e coordinato i lavori il portavoce Giorgio Ferraris.
“La nostra è stata una scelta difficile – ha esordito Riccardo Coppo – abbiamo posto al gruppo dirigente il problema di arrivare alla scelta di un candidato Sindaco condiviso, che potesse raccogliere anche il consenso della nostra area sociale, forse minoritaria nel Pd, ma tutt’altro che insignificante. Nelle ultime elezioni la Margherita ha fatto 6 consiglieri comunali. Ci siamo scontrati contro un muro. Il Pd è nato dalla convergenza di culture diverse; quella del cattolicesimo popolare, quella ex comunista, numerose sfumature della cultura laica. Una classe dirigente prudente e lungimirante avrebbe dovuto lavorare per favorire il dialogo e il dibattito interno per dare forza alla propria proposta politica ed amministrativa costruendo intorno ad essa il più vasto consenso. Ma qui sono andati per le spicce: ’il candidato ce l’abbiamo e voi dovete accettarlo’ ci hanno detto. Alla nostra proposta di una candidatura alternativa ci hanno risposto con la clava delle primarie, un meccanismo che allo stato attuale favorisce chi ha una vasta ‘tifoseria’ e non garantisce affatto di scegliere il candidato migliore per competenza, autorevolezza e capacità di governo. A nulla sono valse le successive proposte di “candidati di mediazione”; tutti bocciati senza discutere. Ci siamo trovati di fronte al rifiuto più assoluto del dialogo e della mediazione. Non ci è restato che andare da soli alle elezioni”.
“Quello che sconcerta maggiormente – ha spiegato Riccardo Calvo – è stata la ricerca di ogni pretesto per denigrarci e rendere difficile perfino il nostro sforzo per tenere isolato il conflitto sorto nel Pd casalese e tenere aperta la possibilità di votare uniti il candidato Paolo Filippi alla presidenza della Provincia. Alla richiesta di un dibattito politico è stato risposto con astio personale incomprensibile ed autolesionistico. Si è tentato di denigrare l’amico Luigi Merlo, vice coordinatore cittadino e provinciale del Pd e già presentato dal Pd stesso come candidato alle elezioni provinciali, costringendolo alle dimissioni dall’importante carica nel partito ed alla rinuncia alla candidatura. Dimissioni e rinuncia alla candidatura poi respinte dall’esecutivo provinciale del Pd che ha “espresso unanimemente stima e apprezzamento per il leale ed onesto lavoro svolto da Merlo in questi mesi” e confermato la “convinzione della piena autorevolezza della sua candidatura nel collegio Provinciale Casale I”. Ma ormai la frittata era fatta.
“Nelle prossime settimane – ha aggiunto Luigi Merlo – continueremo la nostra iniziativa per concordare con il Presidente Filippi una forma dignitosa e comprensibile dal nostro elettorato per sostenere la sua candidatura in una logica di stretta collaborazione con gli amministratori dei comuni del Monferrato casalese, perché Casale ha bisogno di relazioni ampie con gli altri territori e con le amministrazioni provinciale e regionale. Non possiamo e non vogliamo isolarci. Non siamo stati noi a volere la rottura nel Pd che si è prodotta a Casale. Non vogliamo che le logiche perverse che hanno portato a questa situazione, che noi per primi definiamo molto grave, abbiano conseguenze negative per la città”.


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